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IO BONA  
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July 11

l' amore!!!

star5l'Amorestar5

Sonohra

 

Guardo il cielo e non vedo altro colore
solo grigio piombo che mi spegne il sole,
l'unica certezza è gli occhi che io ho di te.

Due fotografie è tutto ciò che rimane,
sul mio letto il vento le fa volare,
la distanza che ci divide fa male anche a me.

Se non vai via, l'amore è qui.

Sei un viaggio che non ha ne' meta ne' destinazione,
sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore.
Sono solo anch'io, come vivi tu, cerco come te...
L'amore.

Quel che so di te è soltanto il tuo nome,
la tua voce suona in questa canzone.
Musica e parole emozioni che scrivo di noi.

Se non vai via, il mondo è qui.

Sei un viaggio che non ha ne' meta ne' destinazione,
sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore.
Sono solo anch'io, come vivi tu, cerco come te...
L'amore.

Cambia il cielo i tuoi occhi no,
come vetro è l'amore che sei.

Sei un viaggio che non ha ne' meta ne' destinazione,
sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore.
Sono solo anch'io, come vivi tu, cerco come te...
L'amore.

 

 

 

 

 

test per vedere ke tipo 6

Scrivi le tue risposte su un foglio.  
 
Non imbrogliare...
Non guardare i risultati che sono alla fine.
 
1) Quale è tra questi il tuo colore preferito: rosso, nero, blu, verde o giallo?
2) Quale è la iniziale del tuo nome?
3) In che mese sei nato/a?
4) Quale colore preferisci: il nero o il bianco?
5) Scrivi il nome di una persona del tuo stesso sesso.
6) Preferisci la California o la Florida?
7) Preferisci il mare o il lago?
8) Esprimi un desiderio (che sia realizzabile!) 
 
 
 
 
RISPOSTE :
 
1. Se hai scelto:
ROSSO - Sei una persona molto all'erta e la tua vita è piena di amore.
NERO  - Sei una persona conservatrice e molto aggressiva.
VERDE - Sei una persona particolarmente spontanea e ti fanno impazzire baci e carezze nelle tue storie.
BLU - Sei una persona molto rilassata, pero ti piace divertirti pazzamente.
GIALLO - Sei una persona molto allegra e sempre hai un consiglio per chiunque sia triste.
 
2. Se la tua iniziale è:
A-K: C'è molto amore ed amicizia nella tua vita e la cosa più sicura e che tu abbia in mente un progetto in questo ambito. 
L-R: Generalmente ti diverti un sacco e la tua vita sentimentale fiorisce spesso.
S-Z: Ti piace partecipare a festeggiamenti continui e avrai moltissimo successo nei prossimi progetti ed amori.
 
 
3. Se sei nato/a in: 
Gennaio-Marzo: Quest'anno sarà molto bello e  scoprirai che una persona che non avresti mai pensato e’ innamorata di te.
Aprile-Giugno: Avrai una storia d'amore che durerà poco però ricorderai tali momenti molto a lungo.
Luglio-Settembre: Ti innamorerai inaspettatamente di una persona che ti è
molto vicina.  
Ottobre-Dicembre: Non sarai molto fortunata nei tuoi amori, però non ti scoraggiare perché presto scoprirai la tua dolce meta’.
 
 
4. Se hai scelto:
NERO: La tua vita cambierà, e sebbene in  questo  momento ti appaia terribile sarà poi la cosa migliore che ti possa capitare.
BIANCO: Avrai un amico che ti confiderà tutto e si preoccuperà per te.
 
5. Questo è uno dei tuoi migliori amici.
 
6. Se hai scelto:
CALIFORNIA: Ti piace l'avventura e ti stimolano le sfide.  
FLORIDA: Sei una persona che preferisce rilassarsi e distrarsi con tranquillità.
   
7. Se hai scelto:
LAGO: Sei una persona che si compiace delle sue amicizie e storie d'amore e che e molto conservatrice 
MARE: Sei una persona molto spontanea.
 
  8. Questo desiderio si realizzerà solo se copierai sul tuo blog in 20 minuti
June 04

04 giugno 16.26

Copia di DSC00196CIAO RAGA ... NN SO CHE SCRIVERE PERO VI DEVO DIRE CHE IN QUESTI GIORNI NN MI STATE  FACENDO DIVERTIRE PIU CON QUEI COMMENTI BELLI ..... CMQ ANCHE SUL MESSANGER NN MI STATE CONTATTANDO PIU ... SE FATE COSI IO NN VI RIVOLGERO PIU UNA PAROLA .. NN CE LA FACCIO SENZA DI VOI. RAGHI VI AMOOOO FATEMI DIVERTIRE VOI SIETE CERTE VOLTE STUPENDI E  CERTE VOLTE NO PERCHE NN MI DITE MANCO CIAOOO ROSSANA , OPPURE WEEEEEEEEEE AMUU .. VABBE è INUTILE .. SE MI VOLETE CONOSCERE O FARMI SQUILLI QUESTI SONO I MIEI NUMERI 334140855 , 3924762811. BHE RAGHI ACCONTETATEMI SENO MI SENTO MALE CIAOOOOOOOOOOOO VI AMOOO 
April 22

CONTINUAZIONEEE

La Sirenetta

 

IL Regno di Tritone , il dio del mare, era in festa. Tutto il popolo degli abissi marini si era radunato per assistere al grande spettacolo che il granchio Sebastian aveva preparato per Ariel, la Sirenetta, figlia del dio, che quel giorno compiva sedici anni. Ma , ahimè, proprio quel giorno la Sirenetta, in compagnia del suo amico Flounder, un simpatico pesciolino giallo, aveva trovato sul fondo del mare il relitto di una vecchia nave. Attratta com'era da tutto quello che apparteneva al mondo degli umani, si fermò a curiosare e quasi si dimenticò della festa. In un batter d'occhio guizzò via e si presentò a suo padre. "Scusami papà. Ma ero alla vecchia nave..." "Alla vecchia nave?!" tuono Tritone senza lasciarle il tempo di finire. "Ti ho già detto mille volte di stare lontana dalle cose degli umani! Sono esseri pericolosi e malvagi! Mi hai Sentito bene questa volta?" Ma Ariel incurante delle raccomandazioni del padre si recava ogni giorno nel suo rifugio segreto dove custodiva gelosamente tutti gli oggetti che aveva trovato sul fondo del mare e che appartenevano al fantastico e irraggiungibile mondo degli umani.  Un giorno la nave del giovane principe Eric naufragò ; Ariel, incurante della tempesta, lo riportò in superficie e lo depose su una spiaggetta. Poi, sotto gli occhi di Scuttle, un suo amico gabbiano che viveva proprio lì, intonò una struggente canzone d'amore che Eric non avrebbe mai più dimenticato. Proprio in quel momento il precettore del principe, Grimsby anche lui scampato al naufragio insieme a tutti gli altri marinai, era fortunatamente approdato dove giaceva Eric. Con un guizzo Ariel si inabissò. "Oh Grimsby!" mormorò Eric riaprendo gli occhi "L'ho vista, la fanciulla dei miei sogni: era bellissima! E la sua voce era cosi' dolce..." Frattanto, dagli abissi marini, Ursula, una vecchia perfida creatura del mare osservava attentamente ogni mossa di Ariel. Ursula odiava Tritone e la piccola Ariel per la sua bellezza ma, soprattutto, per la sua voce così dolce, che voleva possedere a tutti i costi. Intanto Ariel, ignara del pericolo, si era rifugiata in fondo al mare a pensare e a sognare del suo bellissimo Eric. Sebastian cercava di convincerla a rinunciare al mondo degli umani. "Vedi Ariel, tu sei una creatura del mare! Non potresti vivere sulla terraferma. Non hai le gambe per camminare. E se anche tu le avessi, è così difficile, sai stare dritti su due piedi. Si barcolla, si rulla, si cade! Sicuramente ti verrebbe il mal di mare!" Ariel però, lungi dal prestargli ascolto si limitò a guardarlo sospirando:" OH, Sebastian, quel giovane é così Bello!!" Re Tritone, intanto, non si sa come aveva scoperto che Ariel continuava a fantasticare sul mondo degli umani, fece chiamare Sebastian. Quando capì dal racconto del tremante granchietto che Ariel si era innamorata di Eric, un umano , andò su tutte le furie e raggiunse la Sirenetta nel suo nascondiglio mentre ancora sognava del giovane principe. L'irruzione di Tritone riportò bruscamente Ariel alla realtà. Mai aveva visto una simile collera. Tritone col suo tridente incenerì tutti gli oggetti, che Ariel aveva pazientemente raccolto! A nulla valsero le lacrime disperate della Sirenetta:"Io lo amo e voglio diventare una donna!" Ursula decise che quello era il momento giusto per agire e mandò due murene a chiamare la Sirenetta. "Con le mie arti magiche potrei farti tornare tra le braccia del tuo innamorato" disse Ursula "trasformerò la tua coda in due graziosi piedini. Questo incantesimo durerà tre giorni e se alla fine del terzo giorno il tuo principe non ti avrà dato un bacio del vero amore, tu sarai mia schiava per sempre! In cambio di un così gran servigio, tu dovrai però rinunciare per sempre alla tua melodiosa voce". Ariel si spaventò ma si sentiva senza via d'uscita. Firmò la pergamena magica, la sua splendida voce venne risucchiata nella conchiglia di Ursula che la trasformò in una bellissima fanciulla dalle gambe lunghe ed affusolate. Al colmo della felicità, Ariel si allontanò  a nuoto fino a raggiungere il castello di Eric. Il principe la riconobbe subito... era la fanciulla dei suoi sogni , ma, ahimè si accorse che era muta. Il giorno dopo Ariel fece una bella gita in carrozza col principe. Trascorse con lui ore meravigliose, e verso sera si ritrovarono in barca. Sebastian aveva chiamato a raccolta tutti gli animali del lago, e ciascuno diede il suo valido contributo per creare una romantica atmosfera di sogno. Ma proprio quando il principe stava per baciare Ariel. giunsero le due murene mandate da Ursula, che rovesciarono la barca e fecero cadere in acqua i due innamorati. Eric non era insensibile alla bellezza di Ariel, ma non riusciva a togliesi dalla mente quella voce melodiosa che aveva udito il giorno del naufragio. E quella stessa notte, mentre pensava con malinconia a quel canto, gli parve di riudirlo. Ma, sì, era proprio quella voce! In realtà era la perfida Ursula che con un'altra delle sue magie aveva preso le sembianze di Vanessa, una splendida giovane dai capelli neri. Non appena Eric vide Vanessa, la strinse al suo cuore convinto che fosse lei la fanciulla che lo aveva salvato dal naufragio e decise di sposarla. A quella notizia Ariel si disperò. Ma i suoi amici avevano scoperto l'inganno di Vanessa e organizzarono un piano per mandare all'aria la cerimonia. Scuttle si avventò starnazzando sulla sposa e cominciò a beccarle il viso. Nella confusione che ne seguì la conchiglia magica che Ursula teneva al collo cadde a terra e, rompendosi, sprigionò nell'aria la voce melodiosa. Avvolta in un alone di luce e come attirata da una calamita la voce si diresse verso Ariel che improvvisamente cominciò a cantare. Eric comprese che era lei la fanciulla dei suoi sogni, ma nemmeno questa volta riuscì a darle quel bacio tanto sospirato. Infatti, Vanessa si trasformò nella perfida Ursula e con ghigno malefico si inabissò fra le onde trascinando con sé anche Ariel, che era ritornata sirena. Nella profondità degli abissi, Ursula completò il suo malefico piano: dopo una grande lotta con Tritone, accorso in aiuto della sua adorata figliola, lo convinse a rinunciare per sempre al suo regno e a cederle la corona e il tridente. Una volta in possesso del tridente, lo trasformò in un pesciolino grigio e riemerse dalle onde per vendicarsi di Ariel ed Eric, che dopo essersi ritrovati, cercavano disperatamente di sfuggire alla sua furia implacabile. Ma ad un tratto il perfido mostro provocò un gigantesco gorgo dal quale riemerse la nave del principe che era affondata il giorno del naufragio. Senza pensarci un istante, Eric si mise al comando della vecchia nave e cominciò a pilotarla puntando dritto verso Ursula colpendola a morte. Fu così che il tridente sfuggì dal pugno della maga e si inabissò. Nella sua lenta discesa verso il fondo  andò a toccare proprio il misero pesciolino grigio che, come per miracolo, si trasformò nel potente Dio del mare. Riacquistati i poteri e avendo capito quanto Ariel amasse Eric, Tritone volse il ritrovato tridente in direzione della sua diletta figliola. Una luce dorata l'avvolse e la sua coda si trasformò in un bellissimo paio di gambe. Ariel, raggiante ringraziò il padre e poi corse veloce verso la spiaggia dove era approdato Eric dopo la terribile avventura. Dopo pochi giorni si celebrò un solenne matrimonio e tutto il popolo del mare emerse per acclamare l'indimenticabile Ariel.

CONTINUAZIONE DELLE MIE STORIE

 

La Bella Addormentata nel Bosco

 

Tanto tempo fa, in un paese lontano, vivevano re Stefano e la sua graziosa regina. Per molti anni essi avevano atteso un figlio, e finalmente il loro desiderio fu esaudito. Nacque una bambina che chiamarono Aurora, come la dea del mattino, perché riempiva di sole la loro vita. Per festeggiare la sua nascita, diedero una grande festa: su invito del re, cavalieri e dame, cittadini e contadini, tutti vestiti degli abiti migliori e portando doni, andarono a palazzo per vedere la neonata e farle gli auguri. Re Umberto, che regnava sul Paese vicino, arrivò con il suo giovane  figlio, il principe Filippo. I due re sognavano da molto tempo di unire i loro Paesi per mezzo del matrimonio dei figlio, ed in questa occasione annunciarono il fidanzamento della principessa Aurora con il principe Filippo. La festa era al culmine quando, scivolando lungo un raggio di sole penetrato nella Sala Grande, comparvero le minuscole figure di tre fate buone. Agitando le bacchette magiche, volteggiarono sopra i doni esposti, poi si avvicinarono alla culla per offrire i loro doni alla principessa Aurora. "Piccola principessa, il mio dono sarà la bellezza" disse Flora, mentre la sua bacchetta spruzzava scintille di polvere fatata. "Piccola principessa, il mio dono sarà una voce dolcissima" disse Fauna. Ma proprio mentre la terza fata, Serena, stava per offrire alla bimba il suo dono di felicità, una folata di vento spalancò le porte del castello. Vi fu un lampo accecante e Malefica la strega cattiva, comparve in mezzo alla sala, furente per non essere stata invitata ai festeggiamenti. Nel silenzio generale, alzò le braccia e annunciò: "Anch'io farò un dono alla bambina. La principessa Aurora crescerà in grazia e bellezza, amata da tutti quelli che la conoscono. Ma prima che cali il sole sul giorno del suo sedicesimo compleanno, si pungerà un dito con il fuso di un arcolaio... e morirà!" La povera regina prese la sua bimba dalla culla e la strinse forte a sé, come per proteggerla dalle terribili parole della strega. Le guardie circondarono Malefica e le puntarono contro le lance, ma con la sua potente magia ella si circondò di fiamme e scomparve in una nuvola di fumo. Serena, che non aveva ancora offerto il suo dono, agitò rapidamente la sua bacchetta sopra la bimba dicendo: "Re e regina non disperate! Benché non abbia il potere di annullare questa terribile maledizione, posso essere d'aiuto." Poi, mentre la bacchetta creava magici disegni nell'aria, disse: "Dolce principessa, un fuso ti pungerà il dito, ma non morrai; ti addormenterai e dormirai fino a quando non riceverai il primo bacio d'amore!" Re Stefano, ancora spaventato per la vita della figlia, ordinò che lo stesso giorno tutti i fusi e gli arcolai del reame venissero bruciati. Venne preparato un grande rogo nel cortile, e tutti gli arcolai furono distrutti. Le tre fate non erano certe che questo fosse sufficiente a proteggere la principessa, così persuasero il re e la regina a permettere loro di nascondere la piccola: Esse l'avrebbero portata a vivere in mezzo alla foresta e si sarebbero tutte travestite da contadine. E così per sedici lunghi anni, la principessa, chiamata Rosaspina dalle tre buone fate, crebbe nascosta in una capanna di taglialegna, avendo come compagni gli uccelli e le creature del bosco. In tutto questo tempo, Malefica cercò di trovare la ragazza, ma invano, perché le fate tennero ben nascosti i suoi movimenti. Vissero come comuni mortali, e non usarono mai la magia ne timore che , se lo avessero fatto, Malefica avrebbe potuto scoprirle dal bagliore che essa emanava. Il giorno del sedicesimo compleanno della principessa, Flora , Fauna e Serena vollero farle la sorpresa di una torta e di un abito nuovo. La mandarono a raccogliere bacche nel bosco, quindi si misero al lavoro per preparare una torta e cucire un vestito. La torta riuscì un disastro e il vestito orribile. "Vado a prendere le bacchette magiche" disse Serena sconfortata. "Sai, penso tu abbia ragione" fece eco Fauna. Con la magia, infatti avevano sempre fatto tutto; non erano molto brave senza di essa. Le bacchette proiettarono raggi di magia colorata per tutta la stanza, e ben presto trasformarono la torta in un capolavoro di pasticceria mentre il vestito diventava una meraviglia. Sfortunatamente, le scintille colorate salirono su per il camino, in alto, sopra la capanna. Il corvo di Malefica, che era a caccia della principessa, vide le tracce magiche e volò dalla sua padrona per riferirle che aveva finalmente scoperto il nascondiglio delle fate. Nel frattempo il principe Filippo, che per puro caso stava cacciando in mezzo al bosco, udì un dolce canto. Cercando colei che cantava, trovò Rosaspina che danzava con le creature del bosco, e si unì a loro. Cantando insieme, il principe e la fanciulla si innamorarono all'istante l'uno dell'altra. Ma si stava facendo tardi, e Rosaspina doveva andare. "quando potrò rivederti?" le chiese il principe. "Vieni questa sera alla capanna nella foresta" disse la fanciulla. "Sarò là con le mie zie." E si affrettò verso casa per raccontare a Flora, Fauna e Serena che aveva incontrato un meraviglioso cacciatore e se n'era innamorata. Ma anche le fate avevano delle notizie per lei. "Mia cara, tu sei in realtà la principessa Aurora" cominciò Flora. "E stanotte ti riporteremo a tuo padre, il re Stefano. Devi dimenticare quel cacciatore. Non fa per te." Tristemente, Rosaspina si lasciò condurre via dalla capanna prima che il principe Filippo vi giungesse. Le fate l'accompagnarono alla sua stanza nel castello, dove si gettò singhiozzando sul letto. "Lasciamola sola per un po'" disse Flora chiudendo la porta dietro di sé. "Povera cara". Re Stefano e re Umberto stavano festeggiando il ritorno della principessa, e brindando alla futura unione dei loro figli e dei loro reami. In quel momento l'arrivo del principe Filippo interruppe le loro fantasticherie. "Padre" annunciò il giovane agitato. "Ho appena incontrato la ragazza che sposerò. Non la principessa Aurora, ma una contadinella." All'udire ciò, re Umberto s'infuriò col figlio, ma non ottenne nessun risultato; allora supplicò e adulò, ma non ci fu nulla da fare. Il principe Filippo insistette: voleva sposare la fanciulla che amava. E partì al galoppo per incontrare Rosaspina nella capanna del bosco, lasciando suo padre nello sconforto. In tutto quel tempo la principessa era rimasta sola a piangere nella sua camera. Là Malefica entrò trasformata in un anello di fumo, fece una magia alla fanciulla e la condusse in una stanza segreta in cui c'era un arcolaio, l'unico rimasto in tutto il Paese. "Cosa sarà mai?" disse Aurora. Allora udì una voce che ordinava: "Tocca il fuso!" Aurora tese la mano verso il fuso e si punse il dito. Immediatamente cadde al suolo svenuta. Le tre fate la trovarono stesa sul pavimento e la trasportarono nel più bell'appartamento del palazzo. Le tre fatine buone decisero di addormentare tutti nel palazzo e spruzzarono polvere di sonno. Poi volarono via  a cercare il principe Filippo. perché solo lui avrebbe potuto svegliare la principessa. Intanto Filippo arrivato nella casetta nel bosco trovò Malefica ad aspettarlo . Lo imprigionò nel suo castello e lo schernì dicendogli che la sua contadinella non era altro che la principessa Aurora , addormentata nel castello del re Stefano! Aurora era condannata a dormire finchè il suo bacio non l'avesse destata. Le tre fate riuscirono a trovare il principe e lo liberarono. Dopo averlo armato della possente Spada della Verità e del magico scudo della Virtù lo aiutarono ad uscire dal castello di Malefica. Filippo corse al castello e trovò le mura sommerse da una foresta di rovi, mentre Malefica, trasformatasi in un drago che sputava fuoco, stava a guardia del levatoio. Le fate spruzzarono polvere magica sulla spada del principe: la spada volò diritta al cuore del drago e lo uccise. Cadendo, il terribile animale riprese l'aspetto di Malefica. Il principe giunse quindi dove giaceva la principessa Aurora, la baciò delicatamente.... la principessa si destò, sorrise a Filippo e tutta la stanza si illuminò.  Tutta la corte si destò e davanti agli occhi compiaciuti di re Stefano, della regina e di re Umberto, Filippo e Aurora cominciarono a danzare... e vissero da quel giorno felici e contenti!

 

LA BELLA E LA BESTIA 

 

In un paese lontano della Francia, viveva nel suo splendido castello un giovane principe. Era viziato ed egoista. Durante una fredda notte d'inverno una vecchia mendicante si presentò al castello e chiese al giovane riparo dal freddo. La vecchia offrì al principe una rosa, ma lui la cacciò. Lei, allora, si trasformò in una bella fata e per punizione gettò un incantesimo sul castello trasformando il principe in una orribile bestia. solo se fosse riuscito a farsi amare prima che la rosa incantata sfiorisse, sarebbe tornato uomo. In un villaggio vicino viveva Belle, tutti credevano che fosse una ragazza strana perchè amava tanto leggere e, quando aveva un libro in mano non si accorgeva neppure di Gaston, l'idolo di tutte le ragazze. Egli pensava che Belle fosse la ragazza più carina del paese, perciò aveva deciso di sposarla senza aver nemmeno chiesto il suo parere tanto era convinto che nessuna potesse resistergli; la ragazza, però, lo trovava terribilmente noioso. Il padre di Belle, Maurice, era un inventore, e quel giorno stava sperimentando una curiosa macchina spaccalegna da presentare a una fiera. "Funziona!" gridò, quando lo strano marchingegno si mise in moto. Maurice, partì per la fiera convinto di poter vincere il primo premio e diventare famoso. Belle era felice: se il padre avesse avuto fortuna, forse la loro vita sarebbe cambiata. A lei non piaceva stare in quel paesino, sognava qualcosa di diverso. Ben presto, Maurice si accorse di aver sbagliato strada. "Andiamo di qua, Philippe,"disse l'inventore rivolto al cavallo,ed entrò nel bosco. Ad un tratto degli ululati minacciosi spaventarono Philippe, che fece cadere il suo padrone e scappò. Erano lupi! Inseguito dalle belve, anche Maurice fuggì e arrivò davanti a un cancello altissimo. Lo spinse e riuscì ad aprirlo mettendosi in salvo. In fondo al viale vide un castello. Sembrava abbandonato e aveva un aspetto pauroso. Ma la notte era fredda ed era scoppiato un temporale, perciò l'uomo decise di entrare. "C'è nessuno?" chiese. "Certamente,lei è il benvenuto!" disse una voce. "Chi ha parlato?" esclamò Maurice, afferrando un candeliere. "Sono qui!" rispose... il candeliere. Incredibile, quell'oggetto parlava e si muoveva! E così pure Tockins, l'orologio: "Sai che succederà se il padrone lo trova qui?" Già, quello era proprio il castello in cui viveva la Bestia. Da quando la fata gli aveva fatto l'incantesimo, si vergognava del suo aspetto e aveva ordinato che nessuno potesse vederlo. Così non appena si accorse di Maurice, si infuriò: quell'uomo era venuto per curiosare. Allora sarebbe rimasto lì per sempre! Intanto Belle era alle prese con Gaston. Era entrato in casa sua e le stava proponendo di sposarlo! Che idea! La ragazza mandò via quel maleducato, aveva alto per la testa: sogni, avventure... Quando, però, Philippe tornò a casa da solo, i sogni di Belle svanirono in un soffio. La ragazza capì che doveva essere successo qualcosa di brutto: "Dov'è papà?" chiese agitata. Philippe non poteva rispondere, ma... poteva portarla da lui! Arrivarono al castello. Belle si stupì: com'era possibile che suo padre fosse arrivato fin laggiù? Appena varcato il cancello trovò il cappello del padre, così con coraggio entrò nelle sale buie... Camminando lungo i  corridoi, Belle arrivò dove la Bestia aveva rinchiuso Maurice. "Devi andartene subito!" cercò di spiegargli il padre, preoccupato. Troppo tardi... il mostro era già lì! "Sono venuta per mio padre. La prego, lo liberi!" supplicò Belle. Ma la Bestia non ebbe pietà: "Rimarrà dove si trova!" Generosamente la ragazza propose uno scambio. "Prenda me al suo posto!" La Bestia accettò a patto che Belle rimanesse al castello per sempre. "La prego, risparmi mia figlia!" continuava a chiedere Maurice, mentre la Bestia lo trascinava via. Tutto inutile: il padrone del castello non lo ascoltava, e l'inventore fu costretto a ripartire da solo, su una carrozza stregata. Tornato al villaggio, Maurice corse alla taverna per chiedere aiuto, ma nessuno dei presenti, nemmeno Gaston, volle credere alla sua storia. In quel momento al castello, la teiera Mrs. Bric, la tazzina Chicco,  Tockins e gli altri oggetti animati cercavano di consolare Belle, che si sentiva molto triste. La ragazza non voleva aver niente a che fare con la Bestia. Gli oggetti, sapendo che il loro padrone, in fondo, aveva un animo sensibile, cercarono di convincerlo a comportarsi da gentiluomo: se fosse riuscito ad amarla e a farsi amare da lei, avrebbe potuto spezzare l'incantesimo! Ma quando la Bestia provò a invitarla a cena, lei rifiutò perchè non era stato per niente gentile. Solo più tardi si decise a uscire dalla sua camera per cercare qualcosa da mangiare. Gli oggetti incantati furono felicissimi di vederla entrare entrare nel salone e prepararono una tavola fantastica! Dopo la cena, Belle passeggiò nelle sale del castello, attratta dal mistero di quel luogo incantato. Arrivata all'ala ovest, ricordò che la Bestia le aveva proibito di entrarci, ma non riuscì a resistere alla curiosità. Fu così che scoprì la rosa fatata! Stava perdendo i suoi petali a uno a uno... Affascinata da quello spettacolo, non si accorse che la Bestia era lì vicino! "Perchè è venuta qui?" le chiese pieno di rabbia, proteggendo la rosa con una zampa. Belle non poteva saperlo, ma quel fiore rappresentava l'unica speranza di salvezza per la Bestia. Ancora una volta la Bestia la spaventò. Ormai la ragazza ne aveva abbastanza: balzò a cavallo di Philippe e fuggì. Tra gli alberi, però, i lupi erano sempre in agguato! Circondata da quei feroci animali aveva perso ogni speranza. Ma all'improvviso arrivò la Bestia e, lottando duramente, mise in fuga i lupi. Nello scontro la Bestia era stato ferito e ora giaceva a terra. Era il momento giusto per fuggire. Belle, però, decise di restare: lui l'aveva salvata rischiando la vita. A fatica lo caricò su Philippe e lo riportò al castello. Più tardi Belle curò le ferite della Bestia e per la prima volta i due parlarono sul serio. Sì, lei era fuggita, ma solo perchè lui l'aveva spaventata! "Grazie per avermi salvato la vita," mormorò Belle alla fine. La Bestia rimase molto colpito da quelle parole gentili. Dolcezza, buone maniere: ecco quello che a lui mancava. Ma voleva cambiare... e cambiò perchè in fondo aveva un animo nobile. Per cominciare diventò un perfetto padrone di casa, un vero gentiluomo... e anche un ballerino fantastico! Belle si accorse del cambiamento, mentre la Bestia si affezionava sempre di più alla ragazza. Belle sarebbe riuscita ad amarlo? La ragazza si sentiva felice, ma le mancava suo padre. La Bestia le diede allora uno specchio magico, con il quale Belle potè vedere Maurice: era solo nel bosco ed era in pericolo! Oh, se solo avesse potuto raggiungerlo! La Bestia era innamorato di Belle; la rosa stava sfiorendo, ma la felicità della ragazza contava più di ogni altra cosa. Le donò lo specchio magico e la lasciò andare. Belle ritrovò il padre nel bosco. Era venuto da solo a salvarla, ma il freddo l'aveva indebolito. La ragazza lo riportò a casa, e qui Maurice si riprese in fretta. La felicità, però, durò poco... Gli abitanti del villaggio, guidati da Gaston, arrivarono per portare Maurice in manicomio, dicendo che aveva perso la testa: parlava di castelli, di bestie... In realtà si trattava di una perfida idea di Gaston, il quale avrebbe fatto liberare Maurice solo se Belle lo avesse sposato. La ragazza sapeva che Maurice aveva detto la verità! La Bestia esisteva davvero e lei poteva dimostrarlo, grazie allo specchio magico. Quando gli uomini videro il padrone del castello ne ebbero paura, allora Belle cercò di spiegare che non era affatto malvagio. Gaston si accorse che la ragazza si era affezionata a quella strana creatura e ne fu geloso. Subito convinse gli abitanti del villaggio che la Bestia era un pericolo per tutti loro. Gli uomini, guidati da Gaston, partirono per il castello decisi ad attaccare la Bestia. Usando il tronco di un albero, riuscirono a sfondare il portone del castello. La battaglia stava per cominciare... Gli oggetti animati difesero il castello con tutte le loro forze. Intanto Gaston cercava la Bestia nelle sale e nei corridoi. E presto lo trovò: pieno di tristezza per la partenza di Belle, sembrava non preoccuparsi minimamente di quello che stava succedendo.  Quando Gaston tese l'arco, non si mosse, e quando fu colpito non reagì. Gaston spinse la Bestia sul terrazzo del castello, ma lui ancora non si difendeva. All'improvviso Belle entrò a cavallo nel cortile sotto di loro. Era tornata! Nel vedere la ragazza la Bestia sentì rinascere la speranza e  cominciò a lottare. Anche se adesso aveva una gran paura  Gaston non smetteva di stuzzicare il suo rivale: "Sei innamorato di lei, Bestia? Pensavi davvero che avrebbe voluto te, quando poteva avere uno come me?" Belle intanto stava salendo di corsa le scale del castello... Durante la lotta, la  Bestia aveva afferrato Gaston per il collo. Questi lo supplicava di lasciarlo andare: "Farò qualunque cosa!" "Vattene!" rispose allora la Bestia, appoggiandolo sul cornicione. Belle era già sul terrazzo: "Sono qui!" gridò felice. La Bestia si arrampicò accanto lei, fu allora che Gaston lo colpì alle spalle! La sua malvagità fu punita: tentando di colpire ancora la Bestia, perse l'equilibrio e precipitò nel vuoto. Era finita per lui. Sul terrazzo, Belle era disperata: la Bestia era ferito molto gravemente. "Non lasciarmi, io ti amo!" disse piangendo. E prima che la Bestia chiudesse gli occhi per sempre, la rosa fatata perse l'ultimo petalo. In quel momento luci magiche cominciarono a scendere dal cielo... Una pioggia di scintille cadeva sul corpo della Bestia, che fu sollevato nell'aria. Belle non lo sapeva, ma l'incantesimo si era spezzato. L'amore aveva vinto! Si, la Bestia era riuscita ad amare e a farsi amare prima che la rosa sfiorisse... e così tornò ad essere un principe. Lei, che era innamorata della Bestia, per un attimo non capì. Ma poi vide negli occhi del giovane la stessa dolcezza che aveva conquistato il suo cuore e finalmente lo riconobbe. Subito dopo anche gli altri abitanti del castello furono liberati dall'incantesimo. Quel giorno, sotto lo sguardo commosso di papà Maurice, Belle e il principe danzarono a lungo. La gioia ormai era di casa nel castello e non se ne sarebbe andata più.

           

  

           

 

LE STORIE PIU BELLE DELLA MIA VITA

IL RE LEONE

Benvenuti nella Terra del branco, dimora di alcuni dei più gloriosi animali dell'Africa. Io Sono Rafiki e voglio raccontarvi la storia di un leone, un leone che occupa uno spazio molto particolare nel mio cuore.Ogni mattina, quando il sole spunta all'orizzonte, un gigantesco sperone roccioso cattura i primi raggi di luce. E' la "Rupe dei Re", dimora del mio buon amico, il Re Mufasa e della sua adorata sposa la Regina Sarabi. Una mattina, tutti gli animali provenienti da ogni angolo della Terra del Branco, si erano radunati alla Rupe del Re per onorare la nascita del loro primogenito, Simba. Io Presi parte alla cerimonia con un compito speciale. Spaccai in due una zucca, vi immersi il dito e feci un segno sulla fronte di Simba. Quindi sollevai in alto il futuro re perchè tutti potessero vederlo. Gli elefanti fecero squillare le loro proboscidi come trombe, le scimmie saltellarono su e giù e le zebre batterono con gioia i loro zoccoli sul terreno. Non lontano dal luogo della cerimonia, in una caverna dietro la Rupe dei Re, un accigliato leone dalla nera criniera bonfonchiava:"La vita a volte è ingiusta, non è vero? io non diventerò mai re". Era Scar, il fratello di Mufasa, geloso della posizione di Simba quale futuro sucessore al trono. Pochi istanti dopo, Mufasa giunse all'ingresso della caverna." Sarabi ed io non ti abbiamo visto alla presentazione di Simba". Comparve anche Zazu, il fidato consigliere di Mufasa. "Avresti dovuto essere in prima fila". "Ero il primo della fila finchè non è nato quel micio spelacchiato". Detto questo, Scar uscì sprezzante dalla caverna. In poco tempo, Simba divenne un leoncino robusto e giocherellone. Una mattina presto lui e Mufasa salirono sulla sommità della Rupe dei Re. Mentre osservavano il sorgere del sole, Mufasa indicò i raggi che andavano illuminando la Terra del Branco. "Guarda, Simba. Tutto ciò che è illuminato dal sole è il nostro regno". Simba percorse l'orizzonte con lo sguardo e notò in lontananza una macchia scura. "Ed i posti all' ombra, allora?" "Quelli sono oltre i nostri confini. Non ci devi mai andare, Simba". "Ma credevo che un re potesse fare ciò che vuole". "Essere re vuol dire molto di più che fare quello che vuoi. Tutto ciò che vedi coesiste grazie ad un delicato equilibrio. Come re, devi capire questo equilibrio e rispettare tutte le creature, dalla piccola formica alla saltellante antilope. Siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita". Più tardi, rimasto solo, Simba incontrò Scar. "Ehi, zio Scar, indovina? Io sarò re della Rupe dei Re. Il mio papà mi ha appena fatto vedere il regno. E io lo comanderò tutto quanto". Scar guardò astutamente il cucciolo di leone. "Ti ha fatto vedere cosa c'è dietro l'altura del confine Nord?" "beh, lì no. Ha detto che non ci posso andare". "Una decisione assolutamente sensata. E' troppo pericoloso. Solo i leoni più coraggiosi ci possono andare. Promettimi di non andare mai in quell'orribile posto". Quando simba tornò a casa, vi trovò la sua amica Nala e la madre di lei, Serafina, venute a far visita a Sarabi. "Vieni! Ho appena saputo di un posto fantastico". Le madri diedero ai due cuccioli il permesso di uscire, a patto che con loro ci fosse anche Zazu. Simba e Nala si misero a correre per la Terra del Branco nel tentativo di distanziare il loro baby-sitter, facendosi inseguire in mezzo ai branchi di animali finchè non lo seminarono. Liberatisi di Zazu, i cuccioli cominciarono a giocare alla lotta. Nala, con una finta prese Simba alle spalle e lo atterrò. insieme ruzzolarono giù per il pendio finendo in un oscuro crepaccio pieno di teschi e ossa di elefante. "Whoa!" Simba si guardò intorno e trasalì. "Ci siamo! Ce l'abbiamo fatta!" Ma Prima che i cuccioli potessero iniziare l'esplorazione, furono raggiunti da Zazu. "Oh, Accidenti!" "Avete superato largamente i confini della Terra del Branco. Ed al momento direi che siamo tutti in grave pericolo". D'un tratto tre iene sbucarono fuori dagli occhi di un teschio d'elefante. Spaventati, Simba, Zazu e Nala fecero un balzo indietro. Erano Banzai, il suo compare Shenzi e lo sghignazzante Ed. Banzai ridacchiò."Un trio di intrusi". Zazu cercò di portare i cuccioli in salvo, ma Banzai lo afferrò per le penne della coda e lo bloccò a terra. Le iene circondarono le loro prede leccandosi i baffi. "Che fretta c'è? Saremo molto felici di avervi a cena". Mentre le iene discutevano su chi mangiare prima, Simba, Nala e Zazu sgusciarono via quatti quatti. Ma le iene non rimasero distratte a lungo. Si misero al loro inseguimento costringendo Simba e Nala a correre a più non posso. Alla fine i cuccioli tentarono di nascondersi in mezzo ad alcune ossa d'elefante. Ma inutilmente! E proprio quando per i due sembrava essere giunta la fine, Comparve Mufasa che con una zampata mandò le tre iene zampe all'aria. "Se vi avvicinate di nuovo a mio figlio...". Le iene sgusciarono via con la coda tra le zampe e Mufasa guardò Simba. "Hai disobbedito a tuo padre. Mi hai molto deluso". Mufasa mandò a casa Nala e Zazu per poter parlare da solo con suo figlio. Simba sbirciò su verso suo padre. "Stavo solo cercando di essere coraggioso come te". "Essere coraggiosi non significa andare in cerca di guai". "Papà? Siamo amici, vero? E staremo sempre insieme. vero?" Mufasa guardò il cielo stellato. "Simba, lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le stelle. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo, ricorda che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io". Nel frattempo le iene ricevettero la visita di Scar, che adirato emerse dal buio della loro tana. "Vi avevo consegnato quei cuccioli su un vassoio d'argento e non siete stati capaci di sistemarli a dovere". "Beh, non è che quei cuccioli fossero proprio soli, Scar". Banzai sghignazzò. "Già cosa potevamo fare, uccidere il re?" Scar lo fulminò con lo sguardo. "Esattamente". Il giorno seguente, Scar invitò Simba ad accompagnarlo nella gola. Quando vi giunsero, Scar si voltò verso il suo giovane nipote. "Ora aspetta qui. Tuo padre ha una magnifica sorpresa per te". Poco dopo averlo lasciato, Scar ordinò alle iene di lanciarsi contro un branco di gnu, per spingerlo verso Simba. Da lontano Mufasa notò il polverone sollevato dagli animali in fuga. Scar comparve al suo fianco. "La mandria è impazzita! Nella gola! Ho visto Simba laggiù!" Senza aspettare un secondo, Mufasa si lanciò in soccorso del figlio. Mufasa Balzò giù nella gola lanciandosi in una corsa forsennata contro il tempo. Trovò Simba e lo afferò, mettendolo in salvo su una vicina sporgenza rocciosa un attimo prima che il branco degli animali arrivasse a travolgerlo. Quindi venne investito dalla valanga impazzita degli gnu. Disperatamente cercò di issarsi su uno sperone roccioso sopra il quale c'era scar che lo stava guardando. "Fratello aiutami!" Scar si protese verso Mufasa, lo tirò a sè quanto bastò per sussurrargli all'orecchio: "Lunga vita al re!". Quindi lasciò la presa, facendo precipitare Mufasa verso la morte. Simba guardò oltre la sporgenza di roccia proprio nell'attimo in cui il padre veniva travolto dagli animali in fuga. Più tardi, Scar trovò Simba che singhiozzava accucciato accanto al corpo senza vita di suo padre. "E' stato un incidente. Non l'ho fatto apposta". "Ma il re è morto. E se non fosse stato per te, sarebbe ancora vivo. Cosa penserà tua madre?" Simba singhiozzò più forte. "Cosa posso fare adesso?" "Devi scappare, Simba. Scappa lontano e non tornare mai più". Simba fece come gli venne detto, senza sapere che suo zio aveva già dato ordine alle iene di ucciderlo. Scar tornò alla Rupe dei Re per prendere possesso del trono. Nel frattempo Simba si era addentrato nella savana senza cibo né acqua . E non passò molto tempo che si accasciò esanime al suolo sotto il sole infuocato. Mentre gli avvoltoi volteggiavano sopra la sua testa, un facocero  dal grande cuore di nome Pumbaa, si avvicinò al cucciolo di leone e si rivolse al suo fidato amico Timon, una mangusta dalla parlantina facile "E' così carino, e tutto solo. Possiamo tenerlo?" "Pumbaa, ma sei impazzito? I leonei mangiano quelli come noi!" Ma Pumbaa senza dargli retta, lo prese e lo portò in salvo. Quando Simba si svegliò, il primo pensiero che lo colpì fu la morte di suo padre. Timon gl'insegnò allora l'Hakuna Matata, un motto che significa: "bando alle preoccupazioni". "Devi sempre lasciare il passato dietro di te". E questo fu esattamente ciò che fece Simba. E rimase nella giungla con Pumbaa e Timon per molto, molto tempo finchè non diventò un leone grande e grosso. Ma alla fine gli venne una gran nostalgia del branco. Una notte, mentre guardava il cielo stellato, si ricordò le parole che suo padre gli aveva detto tanto tempo prima. "I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo, ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io". Il giorno seguente, Pumbaa venne sorpreso da una leonessa. Simba accorse in suo aiuto. Ma la leonessa ebbe facilmente ragione anche di lui, atterrandolo con una finta. Fu in quel momento che Simba la riconobbe. "Nala? Che cosa ci fai qui?" "Perchè non sei tornato alla Rupe dei Re? Tu sei il re!" "Non sono io il re. Il re è Scar". "Simba, lui ha permesso alle iene d'impossessarsi della Terra del branco". "Cosa?". "Non c'é più cibo, non c'è più acqua. Se non farai qualcosa, moriranno tutti di fame. Sei la nostra unica speranza". "Non posso tornare". Simba gridò al cielo. "Avevi detto che mi saresti sempre stato vicino. Ma non è così. E' stata colpa mia!" Simba non si sentiva di sfidare scar, così rimase nella giungla con Nala e i suoi amici. Ma io sapevo che per Simba era venuto il tempo di occupare il suo posto nel cerchio della vita e mi diressi verso la giungla. Quando Simba mi vide, rimase sorpreso. "Ma chi sei?" "La domanda è 'chi sei tu'?" "Credevo di saperlo. Ora non ne sono più tanto sicuro". "beh, io so chi sei. Sei il figlio di Mufasa. E' vivo! E te lo farò vedere. Segui il vecchio Rafiki. Lui conosce la strada". Guidai Simba fino allo specchio di una sorgente. Quando guardò nell'acqua, vide un leone. "Quello non è mio padre. E' solo la mia immagine". "No. Guarda con attenzione. Vedi, lui vive in te". Magicamente apparve lo spirito di Mufasa. "Guarda dentro te stesso, Simba. Tu sei molto più di quello che sei diventato. E devi prendere il tuo posto nel cerchio della vita". Incoraggiato dalle parole di suo padre, Simba s'incamminò verso la Rupe dei re, seguito da Nala, Pumbaa e Timon. Quella che vide arrivando era una terra arida e desolata: le iene ne avevano preso il pieno controllo. In quel momento Scar stava urlando contro la madre di Simba. Sarabi si girò verso Scar. "Dobbiamo lasciare la Rupe dei Re". "Non andiamo da nessuna parte. Io sono il re. Posso fare ciò...". "Se valessi solo la metà di quanto valeva Mufasa, non...". "IO VALGO DIECI VOLTE PIU' DI MUFASA!"  Di colpo un lampo illuminò la Rupe sulla quale si stagliava Simba. Scar fece un balzo indietro. "Simba! Sono un po' sorpreso di vederti... ancora vivo". "Dammi una sola buona ragione per cui non dovrei farti a pezzi". Ma Simba fu costretto da Scar a confessare di fronte a tutti i leoni di essere stato lui a causare la morte di suo padre. Scar sogghignò. "Oh, Simba, sei di nuovo nei guai. Ma questa volta non c'è il tuo paparino a salvarti. E ora tutti quanti sanno perchè". Cadde un fulmine e appiccò il fuoco alla sterpaglia secca della Terra del branco. Simba scivolò nel pendio. Pregustando la sua fine, Scar gli confessò di essere stato lui a uccidere suo padre. Con uno sforzo immane Simba riuscì a issarsi sulla rupe e si lanciò contro Scar, mentre Nala e le altre leonesse si univano in battaglia disperdendo le iene. Senza più via di scampo, Scar supplicò suo nipote. "Simba, mi farò perdonare, te lo prometto. Come posso sdebitarmi con te?" "Vattene , vattene via, Scar e non tornare più". Scar fece per andarsene ma di colpo si voltò lanciandosi un'ultima volta contro Simba. Simba evitò l'assalto di Scar che nello slancio precipitò dalla rupe giù nella gola, dove aspettavano fameliche le iene. Zoppicando vistosamente, Simba raggiunse la sommità della Rupe dei Re e lanciò un possente ruggito mentre guardava quello che era il suo regno. Non passò molto tempo che la Terra del branco prese a rifiorire. Nala rimase al fianco di Simba e presto nacque il loro primogenito. Alla presenza di tutti i loro amici, inclusi Zazu, Pumbaa e Timon, ebbe luogo la celebrazione di una nuova vita. Dopo aver fatto un segno sulla fronte del cucciolo, lo sollevai in alto perchè tutti nel regno potessero vederlo. 

 

PETER PAN 

 

 

Questa storia comincia nella casa della famiglia Darling... E' sera, e mamma e papà stanno preparandosi per una festa fuori casa. Intanto i bambini giocano nella loro camera: Il piccolo Michele fa la parte di Peter Pan, mentre Gianni, è il terribile Capitan Uncino. "Arrenditi!" esclama Michele. "Mai. Devo vendicare la mano che mi hai tagliato!" risponde Gianni. Poco dopo, papà Darling scopre che la sua camicia è stata trasformata in una mappa. Così si arrabbia con Wendy, la figlia maggiore, che racconta sempre ai fratelli le avventure di Peter Pan. Poi vede Nana, il vecchio cane di famiglia, e se la prende anche con lei. Ma quella di Peter Pan non è una favola. Qualche giorno prima era venuto ad ascoltare i racconti di Wendy. Nana era riuscita ad afferrare la sua ombra e ora Peter è tornato per cercarla. La fatina Trilli, sua inseparabile amica, gli indica che è nascosta nel cassetto. L'ombra non vuole saperne di tornare al suo padrone. Per acciuffarla, Peter fa un gran baccano e  Wendy si sveglia. "Peter! Oh Peter, sapevo che saresti tornato!" esclama la ragazzina. Mentre gli ricuce l'ombra, Wendy racconta a Peter che lei non potrà più  continuare a dormire nella camera dei bambini. "Da domani dovrò crescere!" Allora Peter decide: porterà la ragazzina nell'isola che non c'è, il magico luogo dove non si diventa mai grandi. Nel frattempo anche Gianni e Michele si svegliano: Sono entusiasti di partire per l'isola che non c'è. C'è un piccolo problema, però: i bambini non sanno volare ma basta una spruzzatina di polvere di fata e... via!  I quattro amici si alzano in volo nel cielo di Londra. Peter Pan fa strada: "La seconda stella, poi si volta e... via, sempre dritto!" Ben presto, Peter Pan e i bambini giungono in vista dell'isola che non c'è. Sotto di loro cominciano a vedere la Laguna delle Sirene, l'accampamento indiano e... il vascello di Capitan Uncino. A bordo della nave pirata si sente un ticchettio. E' il solito coccodrillo, che, insieme con la mano di Capitan Uncino, ha divorato una sveglia. Il nostromo Spugna lo scaccia, mentre Capitan Uncino trema di paura. Purtroppo i nostri eroi non passano inosservati. Una grossa palla di cannone sparata dal vascello sfiora i bambini. "Trilli, conduci i ragazzi al sicuro! A Capitan Uncino provvedo io!" grida Peter. Ma Trilli vola via con aria seccata e scompare nel folto della foresta. Non vuole più vedere la ragazzina di cui è gelosa. La fatina raggiunge il rifugio segreto di Peter Pan dove sono nascosti i Bimbi Sperduti. Trilli li sveglia e fa capir loro che Peter ha ordinato di abbattare un feroce uccello di nome Wendy. Presa a sassate dai Bimbi Sperduti, Wendy non riesce più a volare e precipita. Ma Peter Pan la afferra e la depone dolcemente a terra. "Trilli ha detto che era un uccello... e che tu avevi ordinato di spararle!" spiegano i Bimbi Sperduti. Peter è furioso con la fatina: "Trilli sei colpevole di alto tradimento! Devi andartene per sempre dal mio regno!" Ma Wendy, impietosita, ottiene che stia lontana una settimana.Mentre Peter e Wendy volano alla Laguna delle Sirene, Michele e Gianni vanno in esplorazione con i Bimbi Sperduti. D'un tratto, vedono delle orme: "Gli indiani! Guardate, Piedi Neri!" Gli indiani attaccano di sorpresa, catturano i bambini e li legano per portarli all'accampamento. Gianni è convinto che sia tutta colpa sua. Di solito gli indiani catturano i bambini solo per gioco. Ma questa volta no. Il capo Toro in Piedi chiede minaccioso: "Dove nascondere voi Giglio Tigrato?" I bambini rispondono di non saperne niente. "Menzogna! Se per il tramonto mia figlia non tornare io scotennare tutti voi!" Intanto Peter mostra a Wendy la Laguna delle Sirene. Le bellissime creature fanno una gran festa a Peter. Ma quando si accorgono di Wendy, ingelosite le fanno i dispetti. Peter Pan corre in aiuto della sua amica e, proprio allora, arriva Capitan Uncino. Peter e Wendy spiano il Capitano e Spugna. "Hanno catturato Giglio Tigrato!" esclama Peter. Infatti, i due pirati, arrivati vicino alla Roccia del Teschio su una barca, hanno legato la principessa a uno scoglio. Capitan Uncino sta minacciando Giglio Tigrato. "Voi mi dite dove si nasconde Peter Pan e io vi rimando da vostro padre. Fra poco arriva l'alta marea e allora non potrete più parlare!" Ma la principessa si rifiuta di rispondere. All'improvviso, Peter Pan balza fuori e sfida Capitan Uncino. Il pirata sguaina la spada e cerca di colpirlo, ma Peter è troppo agile per lui:  schiva facilmente i suoi colpi prendendolo in giro. Alla fine, il pirata cade nel vuoto rimanendo appeso con l'uncino a una roccia. Sotto di lui, ecco aprirsi la bocca del coccodrillo che già pregusta il suo pranzetto! Intanto Giglio Tigrato sta per annegare. Mentre Capitan Uncino sfugge ancora una volta al terribile coccodrillo, Peter Pan riesce a salvare la principessa. Il nostro eroe vola via con la fanciulla fra le braccia. Toro in Piedi è colmo di gioia nel rivedere la figlia. Liberati i prigionieri, regala a Peter un copricapo di piume e gli dà il nome di Aquila Volante facendolo diventare un indiano onorario. Nel frattempo Trilli se ne sta tutta sola. E' triste e pensierosa perchè è stata scacciata e non sa che Spugna sta per catturarla. Improvvisamente si ritrova al buio imprigionata nel berretto di Spugna. Uncino ha intenzione di servirsi della gelosia della fatina verso Wendy per convincerla a svelare il segreto del nascondiglio di Peter Pan. Capitan Uncino chiede a Trilli di aiutarlo a rapire Wendy e, per convincerla le promette che non alzerà un dito su Peter Pan. La fatina cade nella trappola e spiega che Wendy si trova nel rifugio di Peter, nell'Albero dell'Impiccato. Intanto finita la festa al campo indiano, i Bimbi Sperduti sono tornati al nascondiglio. Seduti vicino a Wendy, le chiedono che cosa è una mamma. Così la ragazzina spiega: "Una mamma, una vera mamma è la cosa più bella che ci sia al mondo!"Le parole di Wendy fanno venire voglia di tornare a casa a tutti i bambini, facendo così infuriare Peter. Appena i bambini escono dal nascondiglio, trovano ad attenderli i pirati. Wendy è l'ultima a uscire. Piena di incertezza e dispiaciuta per Peter Pan, si affaccia dall'Albero dell'Impiccato e... vede che tutti i bambini sono stati catturati. "E adesso, occupiamoci di messer Peter Pan!" esclama Capitan Uncino, prendendo un grosso pacco. Spugna preferirebbe attaccare direttamente il ragazzo, ma il capitano spiega: "Ho dato la mia parola di non alzare dito, o uncino, su Peter Pan. E Capitan Uncino mantiene sempre la sua parola!" Così dicendo, cala il pacco nell'Albero. Più tardi sulla nave, annuncia ai prigionieri che saranno salvi se diventeranno pirati. I bambini sono tentati di accettare, ma Wendy, sicura che Peter li salverà, li rimprovera e rifiuta l'offerta a nome di tutti. "Abbiamo lasciato un ricordino per Peter!" spiega il feroce capitano a Wendy "Un piccolo ingegnoso ordigno, congegnato in modo che quando l'orologio farà così..." interviene Spugna indicando le ore sei, "...verrà scaraventato via dall'isola per l'eternità,"  conclude il capitano. Anche Trilli ha sentito il perfido capitano e vuole avvisare Peter. Riesce a spaccare il vetro della lanterna dove il capitano l'ha rinchiusa e vola verso il rifugio. Deve arrivare prima delle sei! Trilli raggiunge Peter proprio mentre sta aprendo il pacco. Il ragazzo non vuole cedere quel dono, sul quale il capitano ha lasciato un falso biglietto firmato con il nome di Wendy. Ma la fatina glielo toglie dalle mani appena in tempo prima che esploda. Sulla nave, i bambini sentono l'esplosione e guardano spaventati in direzione del loro nascondiglio. "A noi, ora! Cosa scegliete: l'ingaggio o il grande viaggio?" chiede Capitan Uncino. Wendy risponde a nome di tutti: "Non saremo mai dei vostri!" e si avvia a testa alta sulla passerella... I pirati sono nervosi perchè non hanno sentito il tonfo della ragazza nell'acqua. La ragazza è in salvo tra le braccia di Peter, che l'ha presa al volo mentre stava per finire in mare. Peter vola sul pennone della nave, lasciando di stucco il capitano e i suoi pirati. "Dì le tue preghiere, Uncino!" grida Peter, dando inizio a uno spettacolare duello. Con un'agile mossa, libera tutti i bambini, che si arrampicano sulla coffa. Da lì respingono l'assalto dei pirati. A guidarli è Gianni, il loro comandante. Furioso, Capitan Uncino sfida Peter Pan a battersi senza volare. "Combatterò con te da uomo a uomo" afferma il ragazzo. Ma durante il duello si ritrova pericolosamente in bilico sul pennone della vela maestra! Per fortuna Peter riesce a mantenere l'equilibrio, e a disarmare Uncino. Sconfitto, il pirata lo implora di risparmiargli la vita. "Sia pure, se dichiari di essere un baccalà!" acconsente Peter. Il capitano obbedisce, poi cerca di colpire Peter a tradimento... Ma perde l'equilibrio e cade in mare, dove lo aspetta il coccodrillo! Capitan Uncino riemerge dalla bocca del coccodrillo e, strillando come un'aquila, chiede aiuto al nostromo. Spugna sta scappando con i pirati su una scialuppa, ma torna indietro per salvare il capitano. Mentre i bambini esultano per la vittoria, Wendy nomina Peter ammiraglio. Il ragazzo subito dà l'ordine di iniziare le manovre per salpare: "Destinazione Londra" dice . Peter chiede a Trilli di spruzzare sulla nave la polvere di fata. Così il vascello pirata, trasformandosi in un galeone dorato, si alza in volo nel cielo. Quando papà e mamma Darling tornano a casa, trovano il letto di Wendy vuoto. Sorpresi, vedono la ragazzina dormire vicino alla finestra. "Mammina, siamo tornati! Sai è stato davvero straordinario: Trilli, le sirene e... Peter Pan, il più straordinario di tutti!" racconta Wendy ai genitori stupiti. Ma poi papà, mamma e Wendy si affacciano alla finestra e vedono passare una misteriosa figura fatta di nuvole passare davanti alla luna. Il signor Darling commenta: "Ho la sensazione di averlo già visto, quel vascello... tanto tempo fa, quando ero bambino!" 

 

 

Biancaneve e i sette Nani

 

 

Era una fredda giornata d'inverno; bianchi fiocchi cadevano volteggiando dal cielo come piume leggere e una regina sedeva ricamando accanto alla finestra aperta. Mentre così se ne stava, ricamando e guardando la neve, si punse un dito con l'ago e tre gocce di sangue rosse come rubini caddero sul bianco manto nevoso. Tanta era la bellezza di quelle tre stille rosso fiamma sul bianco immacolato che la regina pensò: "Oh, se potessi avere una bambina dai capelli neri come l'ebano, dalle labbra rosse come il sangue e dalla pelle bianca come la neve!" Poco dopo, diede alla luce una bambina a cui fu dato il nome di Biancaneve. Ma dopo poco si ammalò gravemente e morì. Un anno dopo il re si risposò. La sua seconda moglie era bella, ma anche gelosa e crudele , e non poteva tollerare neppure il pensiero che esistesse al mondo qualcuna più bella di lei. Possedeva uno specchio magico, ed ogni giorno chiedeva: "Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?" e ogni giorno lo specchio rispondeva: "O mia regina, al mondo non c'è nessuna che sia più bella di te" . Intanto però, Biancaneve cresceva e diventava sempre più bella. L'invidia della regina cresceva di pari passo con la bellezza della fanciulla, tanto che la costringeva a vestirsi di stracci e a fare la serva. La principessina affrontava ogni fatica senza un lamento. Anzi, sempre allegra e sorridente: Solo un desiderio era solita confidare, cantando, alle amiche colombe: incontrare presto l'uomo dei suoi sogni. Un giorno, mentre si trovava accanto al pozzo, le bianche colombe le confidarono un segreto: " Questo" dissero tubando "è un pozzo incantato. Esprimi un desiderio affacciandoti ad esso e se udrai l'eco il desiderio diverrà realtà." Così Biancaneve sussurrò: "Vorrei tanto trovare qualcuno che mi ami." E non appena l'eco le rispose, nell'acqua del pozzo apparve un bel principe su un cavallo nero. Il principe guardava Biancaneve con  tanta ammirazione che la fece arrossire e fuggire timidamente nella sua stanza. La regina, di lontano aveva assistito a tutta la scena. Subito impallidì per l'invidia e corse a rivolgersi a suo specchio magico: "Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?" e lo specchio le rispose: "Tu mia regina sei sempre bellissima, ma Biancaneve è più bella di te!" La regina non poteva tollerare una rivale: e così convocò un guardiacaccia suo fido e gli disse:  "Porterai la principessa nella foresta, e la la ucciderai. Mi porterai poi il suo cuore come segno del delitto". Il guardiacaccia portò Biancaneve nella foresta ma al momento giusto non ebbe il coraggio di ucciderla. Le intimò di scappare nella foresta, e sulla strada del ritorno uccise un cerbiatto per portare il cuore alla regina. Biancaneve corse a perdifiato nella foresta, fin quando non arrivò in una radura, dove sorgeva una minuscola e graziosa casetta: entrò e capì che ci viveva qualcuno, e pensò che abitassero sette bambini senza mamma. C'erano infatti sette piccole sedie impolverate, sette piattini sporchi, sette camicine sporche e polvere e ragnatele dappertutto. Biancaneve non stette a pensarci su: prese scopa e strofinaccio, e di buona lena ripulì ogni cosa. Poi salì al piano superiore e vi trovò sette lettini di legno. Su ciascun letto era inciso un nome: Dotto, Gongolo, Eolo, Cucciolo, Brontolo, Mammolo e Pisolo. "Che strani nomi!" pensò Biancaneve. Poi, siccome era molto stanca , si addormentò  sui lettini. Gli abitanti della casa erano sette nanetti che lavoravano nella miniera  di diamanti vicina. Rientrando trovarono Biancaneve e decisero di ospitarla, raccomandandole di essere estremamente prudente per via della regina cattiva. Per Biancaneve iniziò un periodo sereno, con nuovi amici ed a contatto con la natura. Ma un brutto giorno la regina cattiva chiese di nuovo allo specchio chi era la più bella del reame. E lo specchio magico le rispose : "Al di là dei sette monti, al di là delle sette valli c'è la casa dei sette nani, in cui vive Biancaneve che è ancora più bella di te". La regina decise di uccidere Biancaneve:  prese una mela, una mela bellissima e la immerse in un veleno magico. Poi si trasformò da mendicante, ed andò nella casa dei nani. Biancaneve stava preparando una torta e impietosita le offrì una fetta. In cambio la strega travestita le diede la mela e Biancaneve diede un morso. Subito cadde a terra addormentata, sembrava morta! La strega fuggì felice: l'unico antidoto era il primo bacio d'amore, credeva che i nani vedendola morta  l'avrebbero sepolta. Ma i nani, disperati non vollero separarsi da Biancaneve e la misero in una bara di cristallo  nella foresta, per vegliarla in continuazione. Passò molto tempo. Un bel giorno un principe su un cavallo nero sentì la gente del villaggio parlare di quella meravigliosa fanciulla che giaceva addormentata nel bosco.  Il suo suo cuore diede un sobbalzo. Si trattava forse della bellissima  fanciulla che aveva visto un giorno a palazzo e che non era più riuscito a trovare? Subito cavalcò fino alla radura nel bosco. Quando la vide non  ebbe dubbi: era proprio quella fanciulla che aveva incantato il suo cuore, ed era morta! Mestamente, il principe sollevò il coperchio di cristallo e si chinò  per darle un bacio al suo amore perduto... Immediatamente Biancaneve aprì gli occhi e sorrise: quel primo bacio d'amore aveva spezzato l'incantesimo. Così il sogno che un giorno Biancaneve aveva confidato al pozzo dei desideri divenne realtà. Il principe la fece salire sul cavallo e partì con lei verso il suo palazzo tra le nuvole... dove vissero, per sempre, felici e contenti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

June 22

test

 kitty dei desideri...qst è la kitty dei desideri... esprimi 1desiderio prima di arriavare a 0....

5...4...3...2...1...0 ...

zero...dopo aver espresso il desiderio copia e incolla la kitty sul tuo blog se no...il desiderio nn si avverà ma accadrà il contrario!!!!!!

buona fortuna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

conoscienze

1)come ti kiami?
2)siamo amici?
3)quando e dv ci siamo conosciuti?
4)hai una cotta x me?
5)hai mai desiderato di darmi un pugno in faccia?
6)dammi un soprannome e spiegami il xkè?
7)descrivimi cn una parola?
8)qual'è stata la prima impressione su di me?
9)pensi la stessa cosa ora?
10)cosa ti fa ricordare me?
11)se mi porresti dare qualsiasi cosa mi daresti?
12)quanto mi conosci?
13)qual'è stata l'ultima volta ke mi hai vista?
14)c'è stato mai qualkosa ke mi avresti voluto dire ma nn l'hai mai fatto?
15)metteresti questo intervento sul tuo blog per sapere io kosa penso su di te?

ciao e la mia 3 volta che faccio il blog

Cosa faresti se io..

1 Scappassi di casa

2 Mi uccidessi

3 Finissi all'ospedale

4 Ti baciassi

5 Rubassi

6 Ti dicessi che ti amo

7 Avessi bisogno di te

8 Ti rubassi il/la ragazzo/a

9 Me ne andassi dalla mia città

10 Ti chiedessi di farlo con me(andar via dalla città)

11 Ti chiedessi di aiutarmi a fare una pazzia...

12 Ti chiedessi di farla con me(fare una pazzia)...

13 Cambiassi il mio modo di essere

 

Come..

1 Mi definiresti

2 Mi chiameresti

3 Mi baceresti

4 Mi faresti sentire meglio 

5 Descriveresti il nostro rapporto

 

Cosa..

1 Faresti per me

2 Perderesti per me

3 Non mi hai mai detto

4 Non mi diresti mai

5 Faresti insieme a me

6 Non faresti insieme a me

7 Mi dici più spesso

8 Provi per me

9 Vuoi dirmi ora

10 Pensi di me

11 Ti piace di me

12 Non sopporti di me

 

Pensi o hai mai pensato che..

1 Io sia infantile

2 Io sia scemo

3 Io sia una persona falsa

4 Io sia pazzo

5 Io sia antipatico

6 Io sia strano

7 Altre definizioni...(scrivile)

8 Io sia 

 9 Io sia brutta?

Hai mai..

1 Preso una cotta per me

2 Sofferto per colpa mia

3 Sentito il desiderio di baciarmi

4 Sognato me

5 Pensato a me come qualcosa di più di un' amico

6 Mentito per me

7 Rinunciato a qualcosa per me

8 Ferito me

9 Desiderato me

10 Odiato me

11 Amato me?

12 Da 1 a 10 ke voto mi dai?

June 21

LA MIA SECONDAVOLTA CHE FACCIO IL BLOG

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June 09

la mia 1 volta che uso il blog

CIAO A TUTTI NN SO CHE SCRIVERE
MI DISPIACE PERCHE E LA MIA
PRIMA VOLTA E SONO EMOZIONATA
ANZI EMOZIONATISSIMA IO VORREI FARE TANTE
AMICIZZIE CON PERSONE INTELLIGENTI E SENSIBILI COME ME
1 BACIONE A ALE GIULY SAMANTA GIUSEPPE MIO PADRE MIO
FRATELLO GIANNI  E  AI MIEI ZII ALLE MIE ZIE AI MIEI NONNI NONNE
CUGGINI PRO CUGINI CUGINE PRO CUGINE E BASTA CIAO A TUTTI 1 BACIONE DA PARTE MIA
CIAOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
 

CIAOOOOOOO RAGHI COMMENTATE IL VBLOG  VI VOGLIO UN CASINO DI BENE CIAO VI AMOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

 

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ciauuuuuuuu rossy..proprio bello il tuo blog!!vabbè miraccomando fai la brava e nn fare arrabbiare Samy e Gianni!!baci!!Animoticon

Mina!

Mar. 28
roxywrote:
ciooooooooooooo cmq il tuo blog è bellissimo .... ciao e buona fortuna dalla tua sorellina semy...
Mar. 8
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